I peggiori amici

Più di 70.000 membri delle forze dell’ordine hanno ricevuto un intensivo addestramento. Ora sciameranno nelle strade del libero e devoto Iran per “combattere l’invasione culturale occidentale”. Innanzitutto, dal 14 giugno 2011 agli uomini iraniani è proibito indossare collanine ed aver tagli di capelli “eccessivi”: troppo lunghi, troppo corti, con le meche? Lo sanno dio (forse) e l’ayatollah Ali Khamenei, che della polizia morale nomina i capi. Ma stiano attente le donne a fazzoletti indossati in modo non abbastanza stretto, a maniche corte e pantaloni corti ed ai capelli legati in “decadenti” code di cavallo: il “Piano per la sicurezza morale” non tollererà più tali crimini. Mi dite che quando ci sono 30/40° gradi all’ombra vorreste vestirvi in modo da poter respirare? State a casa, in prossimità di un frigorifero aperto. Anzi, se avete una cantina seppellitevi là fin che non arriva l’autunno. Ma quando uscirete e farà freddo, ricordatevi bene che sono proibiti anche i “cappotti aderenti”. Mi dite che non vi risulta che dio si preoccupi di come legate i vostri capelli? Smettete di leggere il Corano, femmine infedeli, quello che dice dio lo decidono gli ayatollah, punto e basta.

Nell’ambito della crociata, il Parlamento iraniano ha in questi giorni proposto una legge per rendere reato il possedere cani. Avete letto bene, avere un cane “è una cieca imitazione della volgare cultura occidentale.”

Come potete osservare dalle immagini, i persiani devono aver cominciato assai presto ad involgarirsi con questi animali imperialisti, probabilmente da prima che l’Islam facesse il suo ingresso nella regione, e sicuramente da prima che l’ayatollah Makarem Shirazi, l’anno scorso, emanasse la sua ridicola fatwa contro chi tiene in casa un cane. Che siano indigeni e non importati, i cani iraniani? Temo di sì.

Chi li tiene come animali da compagnia, tra l’altro, è una ristretta minoranza. Non è che a Teheran chiunque abbia due levrieri e un bastardino e li porti tutti a fare la cacca davanti alla sede del Parlamento. Se il cane è il miglior amico dell’uomo, altrettanto non si può dire di Khamenei, Shirazi e compagnia.

"Il giovane incontra l'eremita", il cane fa capolino in alto
Davvero non so cosa ne penserebbe il Profeta, ma sono sicura che il suo gatto, a questi cialtroni che seminano paura e dolore in nome suo, sputerebbe negli occhi. Maria G. Di Rienzo

(fonti: The Guardian, UN Women, Iranfocus)

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