Recensioni di "Voci dalla Rete. Come le donne stanno cambiando il mondo"

VOCI DALLA RETE. COME LE DONNE STANNO CAMBIANDO IL MONDO
Un libro di Maria G. Di Rienzo (a cura di) Forum, 2011,15 euro

«Perché siamo così pronte ad adottare una pigra posizione di relativismo culturale? Il femminismo ha fallito? Forse non per voi, e non per me. Ma sapete una cosa? Non riguarda solo noi». Questa la conclusione dell’intervento di Virginia Haussegger a un dibattito del settembre 2010 dal titolo «Feminism has failed» e riportato da Maria Di  Rienzo in Voci dalla rete, una raccolta di testimonianze pubblicate su «Lunanuvola’s Blog» cinquantanove per la precisione, da lei raccolte, tradotte, adattate. Echi femminili che arrivano a noi da tutto il pianeta, dall’Afghanistan allo Zambia, dall’Iran agli Stati uniti, e che restituiscono un affresco mondiale delle discriminazioni e dei crimini contro le donne. Ma anziché essere una sequela di lamentazioni, il libro è piuttosto un inno corale alla vita e un’iniezione di ottimismo. «So che vinceremo» è il titolo dell’ultimo intervento, e vittoria, coraggio, libertà e dignità sono le parole ricorrenti di queste donne che raccontano e, con la narrazione delle proprie vite, cambiano la Storia. Esperienze personali uniche ma simili, che sollecitano la necessità e improcrastinabilità di una trasformazione radicale delle relazioni di potere tra i generi. Ma allo stesso tempo le storie di vita di queste protagoniste ci dicono che la realtà sta già cambiando e che dobbiamo fare spazio, nelle nostre teste, a questa trasformazione in atto. «Non c’è settore dell’umana esistenza in cui le donne non abbiano lavorato e non stiano lavorando affinchè le priorità siano pace, giustizia, uguaglianza e libertà. Per tutti.», dice la curatrice del volume. E proprio perché è dall’esperienza che nasce il sapere, le donne sono pronte a «cambiare il mondo».

Nadia Angelucci per “Le Monde Diplomatique” – Inserto de Il Manifesto


Se nominiamo Fiji, Vanuatu o le Isole Salomone, pensiamo alle vacanze, probabilmente immaginiamo donne sorridenti e serene. La realtà è un’altra: il 60 per cento delle nazioni del Pacifico non ha leggi contro la violenza domestica, perché “sarebbero contrarie ai costumi tradizionali”, come hanno affermato i capi (uomini) di Vanuatu. E il 73 per cento delle loro mogli pensa che sia diritto dei mariti picchiarle.

Il libro “Voci dalla rete” racconta di un universo femminile ignorato dalle riviste di viaggio e di norma invisibile ai viaggiatori stessi, lo racconta in presa diretta attraverso le testimonianze di donne raccolte sul web da Maria G. Di Rienzo e provenienti dall’intero continente, da paesi lacerati da guerre e da violenze come Afghanistan, Iran e Palestina e da quelli che sono destinazioni turistiche come Namibia, Kenya, Indonesia, Guatemala, Cina, Russia, India.

Sono testimonianze di vite, di sfide, di battaglie e di resistenze di migliaia di donne. Alcune voci sono positive e piene di speranza, altre drammatiche e sofferte, ma tutte coraggiose, tutte di donne stanche di sopportare e con la voglia di cambiare il loro mondo e il mondo intero.

Sono le voci delle contadine colombiane che piantano alberi nel deserto, delle messicane e guatemalteche che denunciano continui femminicidi, delle danzatrici dello Zambia che raccolgono i bisogni della loro gente dando vita a progetti di istruzione, delle madri di Tienanmen che chiedono giustizia. Sono le voci di donne confinate in cucina e nella cura della prole, donne a cui non è consentito lavorare fuori casa o guidare un’auto, donne private dei loro beni, spose e madri adolescenti vittime di matrimoni forzati con uomini anziani, donne analfabete, abusate, vendute, costrette alla prostituzione, vittime di “delitti d’onore”, bambine appena nate annegate in un secchio d’acqua sporca.

Violenze che non si possono giustificare in nome del relativismo culturale, della religione, dell’autodeterminazione o della tradizione. Chiamarle cultura è un’offesa alle vittime e alla nostra intelligenza. Sono tutti frammenti di un universo femminile drammaticamente simile, perché simile è il potere esercitato sul corpo, la sessualità, i pensieri, la libertà e la vita stessa delle donne da una diffusa cultura maschilista e misogina che le considera proprietà e non persone. Eppure queste donne sono ancora capaci di sognare e di regalare il loro sogno ad altre donne, sono capaci di rompere il silenzio per riprendere in mano le loro vite, pagando il prezzo del loro coraggio.

Pagina dopo pagina si prende dolorosa coscienza che nel mondo c’è una guerra silenziosa, trasversale e non dichiarata, una guerra contro le donne che si manifesta in forme diverse, talvolta subdole, altre volte evidenti, ma con un comun denominatore: la marginalità e la sottomissione di metà della razza umana.

Non possiamo far finta di niente, perché anche noi donne occidentali, in famiglia e sul lavoro, nel privato come nel sociale, siamo parte di quella rete tinta di rosa che avvolge il mondo e che tesse quotidianamente con energia e dignità, coraggio e perseveranza, la trama e l’ordito di un futuro diverso e migliore per tutti. Uomini compresi.

Anna Maspero per Il Reporter – http://www.ilreporter.com

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