Il Cairo, 10 maggio 2011. Un gran numero di donne egiziane hanno partecipato ad una marcia chiamata “No alla lotta settaria”, questione che è apparsa in tutta la sua bruttezza nel distretto di Imbaba. Le donne hanno partecipato a questa dimostrazione per sottolineare i valori della cittadinanza e della tolleranza, e per arrestare i disordini che sono stati segnalati nel distretto in questione ed in molti altri luoghi in Egitto dopo la rivoluzione.
Il Centro egiziano per i diritti delle donne afferma che gli incidenti accaduti fra musulmani e cristiani sono il chiaro tentativo di cancellare la rivoluzione del 25 gennaio attraverso l’uso delle donne per fomentare il conflitto.
Il Centro egiziano per i diritti delle donne esprime il suo apprezzamento alle donne che hanno manifestato: fra esse vi erano aderenti a tutte le parti politiche e abitanti del distretto di Imbaba, casalinghe, impiegate, musulmane che portavano la croce cristiana e cristiane che affermavano il valore della piena cittadinanza con i loro canti.
Le donne che hanno partecipato alla marcia intendono affermare il loro rifiuto ad essere usate, ed il loro rifiuto dell’uso che si fa della religione in nome loro da ambo le parti.
Il Centro egiziano per i diritti delle donne chiede al governo provvisorio di agire: non si può affrontare la crisi mantenendo una neutralità negativa, ne’ maneggiarla usando i metodi convenzionali, c’è bisogno che le leggi siano applicate se si vuole salvare la nazione.
Il Centro egiziano per i diritti delle donne, nel suo rapporto annuale (2010) sullo status delle donne egiziane, aveva affermato il suo “rifiuto delle sparizioni forzate delle donne e delle restrizioni alla loro libertà di religione”, mettendo in luce “l’uso dell’istanza per ragioni settarie e politiche. Nel frattempo, decine di migliaia di donne che soffrono la condizione di “ragazze di strada” e di “madri di strada” e le donne la cui casa è semplicemente crollata e vivono per strada, sono esposte a violazioni dei loro diritti umani e istituzionali ed alla violenza sessuale.” Tuttavia, nessuno dei partiti che dicono di parlare in nome delle donne si sono mai dati pensiero di queste bambine e di queste donne.
Centro egiziano per i diritti delle donne, Hadayek el Maadi, Il Cairo, Egitto
Email: ecwr@ecwronline.org
Sito web: www.ecwronline.org
P.S. La traduttrice pensa che la manifestazione contro le lotte settarie in nome della religione sia il logico proseguimento dell’impegno delle donne che hanno fatto la rivoluzione in Egitto. Non per niente, come le immagini postate mostrano, questo era il modo in cui trattavano i poliziotti antisommossa venuti per disperderle e bastonarle. Lunga vita alle sorelle egiziane! Maria G. Di Rienzo

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